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www.italianexperience.itNewsAnnuario statistico italiano 2013

mercoledì 5 febbraio 2014

Annuario statistico italiano 2013

L'Istat ha realizzato l'Annuario statistico 2013. Pubblichiamo un abstract del capitolo 17 "Commercio con l'estero e internazionalizzazione".

Nel 2012, secondo stime preliminari di fonte internazionale, il commercio mondiale ha registrato un lieve aumento in valore dello 0,2 per cento, sintesi di una crescita dei volumi (+2,1 per cento) e di una diminuzione dei valori medi unitari (-2,1 per cento).

In un quadro internazionale caratterizzato da forti pressioni competitive, la quota di mercato dell'Italia è diminuita, passando dal 2,9 per cento del 2011 al 2,7 per cento del 2012.

La bilancia commerciale dell'Italia ha registrato nel 2012 un avanzo di circa 11 miliardi di euro, in netto miglioramento rispetto all'anno precedente: nel 2011 il disavanzo era stato di circa 26 miliardi.

Per le esportazioni, si è rilevato un incremento pari a +3,7 per cento mentre per le importazioni si è registrato una diminuzione del 5,6 per cento.

La flessione, in termini di volumi, è stata del 9,4 per cento per le importazioni e dello 0,6 per cento per leesportazioni. In termini di valori medi unitari, si è registrato un incremento del 4,3 per cento per l'export e del 4,2 per cento per l'import.

Il maggiore contributo positivo al saldo complessivo è dovuto, per quanto riguarda le aree geografiche, all'America settentrionale (+15.144 milioni di euro), ai Paesi europei non Ue (+11.495 milioni) e ai Paesi dell'Unione europea (+8.899 milioni).

Seguono l'America centro-meridionale (+5.279 milioni di euro) e l'Oceania e altri territori (+5.569 milioni). Per l'Africa settentrionale (-13.397 milioni di euro), gli Altri paesi africani (-2.757 milioni di euro), il Medio Oriente (-5.766 milioni di euro), l'Asia centrale (-4.907 milioni di euro) e l'Asia orientale (-8.593 milioni di euro) si registra invece un disavanzo.

Germania e Francia rappresentano i principali mercati di sbocco delle esportazioni nazionali con quote pari, rispettivamente, al 12,5 e all'11,1 per cento; gli Stati Uniti sono il terzo paese partner con quota pari al 6,8 per cento, di poco superiore alla quota della Svizzera (5,9 per cento).

Rispetto al 2011, gli incrementi più sostenuti riguardano:

  • Stati Uniti (+16,8 per cento)
  • Svizzera (+10,8 per cento)
  • Turchia (+10,2 per cento)
  • Giappone (+19,1 per cento)
  • Emirati Arabi Uniti (+16,5 per cento).

La crescita è sostenuta anche per Regno Unito (+8,1 per cento), Belgio (+6,9 per cento), Russia (+7,4 per cento), Brasile (+4,5 per cento) e Hong Kong (+7,3 per cento).

La diminuzione più sostenuta all'export riguarda Cina (-9,9 per cento) e Grecia (-13 per cento).

La composizione dei flussi di interscambio per area geografica evidenzia come:

  • il principale mercato di sbocco delle nostre esportazioni sia l'Unione europea (53,7 per cento); seguono i Paesi europei non Ue (13,9 per cento), l'Asia orientale (7,8 per cento) e l'America settentrionale (7,6 per cento)
  • per le importazioni le principali aree commerciali sono l'Unione europea (52,9 per cento), i Paesi europei non Ue (11,3 per cento), l'Asia orientale (10,3 per cento), e l'Africa settentrionale (7,1 per cento).

Le principali tipologie di merci esportate sono i prodotti petroliferi raffinati e medicinali e preparati farmaceutici che segnano nel 2012, rispetto alle vendite all'anno precedente, un aumento, rispettivamente, del 22,1 e del 14,3 per cento.

La composizione settoriale dei flussi di interscambio evidenzia il notevole peso, nella struttura delle esportazioni, dei macchinari e apparecchi n.c.a. (18,1 per cento), dei metalli di base e prodotti in metallo, esclusi macchine e impianti (13,0 per cento), dei prodotti tessili, abbigliamento, pelli e accessori (11,0 per cento), delle sostanze e prodotti chimici (6,5 per cento), dei mezzi di trasporto (9,3 per cento), dei prodotti alimentari, bevande e tabacco (6,7 per cento), degli articoli in gomma e materie plastiche, altri prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi (5,8 per cento), prodotti delle altre attività manifatturiere (5,4 per cento) e apparecchi elettrici (5,1 per cento).

Considerando la provenienza territoriale delle merci si evidenzia come, nel corso del 2012:

  • il 39,9 per cento delle esportazioni nazionali abbia avuto origine dalle regioni nord-occidentali
  • il 30,5 per cento da quelle nord-orientali
  • il 16,6 per cento dalle regioni centrali
  • il 6,9 per cento dal meridione
  • il 5,0 per cento dalle isole.

Gli operatori economici che hanno realizzato vendite all'estero nel corso del 2012 risultano, sulla base di dati ancora provvisori, pari a 207.920 unità.

Considerando la distribuzione per classi di fatturato di tali operatori si evidenzia un'elevata numerosità (128.765 operatori) nella classe inferiore di fatturato all'export (fino a 75 mila euro) con un modesto contributo al valore complessivo delle esportazioni nazionali, pari allo 0,5 per cento. Di contro, sono 3.800 gli operatori inclusi nelle classi di fatturato superiori a 15 milioni di euro, i quali realizzano il 70,8 per cento delle vendite dell'Italia sui mercati esteri.

Il 43,3 per cento degli operatori esporta merci verso un unico mercato, mentre il 15,1 per cento opera su oltre dieci mercati. La presenza degli operatori nelle principali aree di scambio commerciale risulta comunque diffusa: nel 2012 si registrano 148.612 presenze di operatori commerciali italiani nell'area Ue27, 85.748 nei paesi europei non Ue, 40.173 in Asia orientale e 38.085 in America settentrionale.

Le imprese esportatrici, nel 2011, ammontavano a 190.851 unità, attive per il 46,4 per cento nelle attività manifatturiere (coprendo l'82,0 per cento del valore complessivo delle esportazioni), per il 40,4 per cento nel commercio e per il 13,2 per cento nelle altre attività economiche.

Il contributo delle imprese esportatrici alle esportazioni nazionali cresce sensibilmente all'aumentare della dimensione di impresa espressa in termini di addetti. Le grandi imprese esportatrici (quasi duemila unità con almeno 250 addetti) hanno realizzato il 45,7 per cento delle esportazioni nazionali, le medie imprese (con 50-249 addetti) il 28,7 per cento e le piccole imprese (con meno di 50 addetti) il 25,3 per cento.

Fonte:http://www.istat.it/it/

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